Skip links
Brexit turismo cosa cambia

BREXIT: COME CAMBIA IL TURISMO?

LA RISPOSTA ALLE PIÙ COMUNI DOMANDE SU BREXIT E TURISMO

Molti turisti, non solo italiani, si stanno chiedendo la stessa domanda: “Cosa cambia per il turismo con la Brexit?”

Per questo, ecco una guida con le risposte più frequenti alle domande degli italiani, pensate per aiutare tutti noi wanderlust a pianificare bene il prossimo viaggio.

Brexit e turismo: le FAQ

Ecco le risposte alle domande più comuni sui cambiamenti causati dalla Brexit sul turismo!

Perché Londra è sempre Londra, una città da vedere almeno una volta nella vita, anche post Brexit.

Per questo, ti lasciamo il link a un articolo dove puoi leggere le migliori attrazioni gratis di Londra!

Avrò bisogno del passaporto per entrare in UK, o mi basta la carta d’identità?

A partire dal 2 ottobre 2021 non sarà più possibile per i turisti italiani (ed europei, in generale) entrare nel Regno Unito con la sola carta d’identità e sarà necessario il passaporto biometrico. Questo dovrà essere in corso di validità e con almeno 6 mesi di validità residua.

Invece, fino al 1° ottobre 2021 è possibile entrare e visitare il Regno Unito usando la semplice carta di Identità italiana.

Posso andare in Inghilterra senza visto turistico, come prima?

I turisti che entrano nel Regno Unito dallo Spazio Economico Europeo (quindi anche quelli che arrivano dall’Italia) e dalla Svizzera non hanno bisogno di un visto.

Questo vale per coloro che intendono viaggiare in Inghilterra, Scozia, Galles o Irlanda del Nord per un periodo massimo di 6 mesi. 

Questo riguarda le vacanze, però!

Se si vuole andare in UK dopo la Brexit per motivi diversi dal turismo, come lo studio o il lavoro, si avrà invece bisogno di richiedere un visto.

La “student visa”, per gli studenti, e la “work visa” per coloro che lavorano nel Regno Unito. Quest’ultimo si basa su un sistema di punti e cittadinanza.

ATTENZIONE:

La regola della non necessità di visto fino per il turismo post Brexit varrà fino al 1° ottobre 2021!

 … poi?

Bella domanda.

Per adesso, si sa solo che verrà implementato un ETA, ovvero un’autorizzazione elettronica di viaggio. Questo è ormai stato confermato sui siti del turismo britannico, e fa parte del piano di transizione graduale che durerà fino alla fine del 2024.

Ulteriori dettagli su questi accordi verranno forniti a tempo debito dai siti ufficiali.

Sarà ancora ancora valida la tessera sanitaria o dovrò fare un’assicurazione?

Brexit Londra

Basandoci sulle informazioni date dal sito ufficiale, un viaggiatore europeo ( ma anche uno che arriva dalla Norvegia, dall’Islanda, dal Liechtenstein o dalla Svizzera) in visita nel Regno Unito , deve:

  • avere un’assicurazione di viaggio o sanitaria che copra la durata del viaggio
  • porta la tua tessera europea di assicurazione sanitaria (EHIC) se sei idoneo a continuare a usarla nel Regno Unito.
    • Esiste la possibilità di usufruire delle prestazioni per malattia da parte del National Health Service, prevista anche per il cittadino italiano che viene in vacanza in Gran Bretagna, in possesso della TEAM, cioè la Tessera Europea delle Assicurazioni Malattie.
    • Questo è possibile perché i diritti previsti dall’Accordo del 24 dicembre 2020 sono reciproci.

Il NHS gestisce un sistema sanitario basato sulla residenza. Ciò significa che coloro che viaggiano per turismo post Brexit in UK potrebbero dover pagare per l’assistenza sanitaria del SSN, a seconda delle circostanze.

Inoltre, alcuni servizi, come quello di Pronto Soccorso e le visite dal medico di base, sono gratuiti per tutti.

Come funzionerà il roaming sul telefono per il turismo post Brexit?

In seguito agli accordi sulla Brexit e al Trade and Cooperation Agreement, il Regno Unito non è più nella lista dei Paesi dell’Unione Europea dove vige la regola del roaming internazionale.

I dettagli, però, sono ancora poco chiari. Infatti, non ci sono ancora direttive precise.

Secondo l’articolo SERVIN.5.36 sul roaming internazionale, le due parti dovranno cooperare per la proposta di prezzi trasparenti e ragionevoli per i servizi di roaming internazionale,, con l’obiettivo di promuovere gli scambi economici e rispettare i diritti dei consumatori.

Si tratta di un articolo che parla di trasparenza, ma che non parla mai di condizioni economiche da mantenere.

Insomma, nel turismo post Brexit il roaming si paga!